Dati economici molto attesi: CPI USA e Mercati

L’inflazione americana di agosto è risultata più alta del previsto. L’indice CPI generale si è mantenuto al 3,4% su base annua, in linea con le previsioni, ma il CPI core, che esclude alimentari ed energia, è aumentato dello 0,3% su base mensile, superando le attese dello 0,2%. In parole semplici, i prezzi continuano a crescere più velocemente di quanto la Fed vorrebbe. A contribuire sono stati l’aumento del 5,9% dei servizi di telefonia mobile e i maggiori prezzi dell’energia, con il diesel oltre i 6 dollari al gallone a livello nazionale. I mercati stimano circa il 90% di probabilità che la Federal Reserve aumenti i tassi nella riunione della prossima settimana, con due rialzi già scontati entro la fine dell’anno. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, è sottoposto a forti pressioni affinché intervenga. Tuttavia, la maggioranza degli economisti intervistati da Bloomberg prevede ancora tassi invariati, grazie al rallentamento dell’inflazione di fondo e alla vicinanza delle elezioni di metà mandato.
Come hanno reagito i mercati
L’S&P 500 è salito dell’1%, interrompendo quattro sedute consecutive negative. Il calo del petrolio ha compensato le preoccupazioni sull’inflazione. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è sceso al 4,95%, circa 3 punti base in meno, allontanandosi dai massimi pluriennali. L’oro è salito di quasi il 2%, raggiungendo circa 4.400 dollari l’oncia. La fiducia dei consumatori, invece, è peggiorata: l’indice dell’Università del Michigan è sceso a 47,8 da 51,7, mentre le aspettative di inflazione per il prossimo anno sono salite al 4,6%.
In sintesi
L’inflazione rimane ostinata e la Fed potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse. Nonostante questo, azioni e oro sono saliti grazie al calo del petrolio e alla convinzione che il ciclo dei rialzi dei tassi possa essere vicino alla conclusione.



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