Trasformare enormi quantità di dati in conoscenza utilizzabile attraverso l'intelligenza artificiale.

Il problema non è necessariamente che un’intelligenza artificiale “decida” di rubare i dati. Il rischio più concreto è che qualcuno utilizzi l’AI per raccogliere, analizzare e trasformare enormi quantità di dati che ha ottenuto illegalmente.
Il rischio più immediato legato alla crescita dell’intelligenza artificiale potrebbe non essere quello di una macchina che diventa autonoma, ma qualcosa di più concreto: la capacità di trasformare enormi quantità di dati in conoscenza utilizzabile.
Immaginiamo una società finanziaria che possiede vent’anni di informazioni sui propri clienti: investimenti, acquisti e vendite, comportamenti durante le crisi, strategie e documenti interni. Se qualcuno ruba questi dati, il problema è già grave. Con l’AI, però, può accadere qualcosa di diverso: quei dati possono essere utilizzati per addestrare un modello, che a sua volta può essere utilizzato per crearne un altro.
A ogni passaggio il database originale può diventare più difficile da riconoscere. Il modello finale potrebbe non contenere una copia del database, ma potrebbe aver imparato alcune informazioni o capacità grazie a quei dati.
Ed è qui che nasce un problema giuridico ancora difficile da risolvere: se un modello ha imparato da dati ottenuti illegalmente, fino a che punto può essere considerato illecito anche il modello derivato? E soprattutto, come si dimostra?
La vittima potrebbe sostenere che un modello è stato addestrato con i suoi dati, ma normalmente non può vedere i dataset utilizzati, i log del training o i passaggi della distillazione. Si crea quindi un paradosso: chi è stato derubato deve dimostrare cosa è successo all’interno di un sistema al quale non ha accesso.
In Europa esistono già strumenti importanti, come il GDPR per i dati personali e la normativa sui segreti commerciali per le informazioni riservate delle aziende. Ma queste norme sono state concepite soprattutto per proteggere le informazioni, non la conoscenza trasformata in un modello.
L’AI potrebbe rendere il furto di dati molto più pericoloso: non si rubano soltanto informazioni, ma la possibilità di trasformarle in conoscenza e vantaggio competitivo.



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