Yemen, il fronte dimenticato che rischia di riaccendere il Mar Rosso

Mentre l’attenzione internazionale è concentrata sui principali fronti di crisi in Medio Oriente, nello Yemen torna a crescere una guerra che sembrava congelata. Dall’inizio della nuova escalation, a settembre, oltre 200mila persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. Secondo le Nazioni Unite, è la fase più grave dal cessate il fuoco del 2022.
Da una parte ci sono gli Houthi, movimento yemenita sostenuto dall’Iran; dall’altra le forze del governo riconosciuto internazionalmente, appoggiate dall’Arabia Saudita. Negli ultimi giorni gli Houthi hanno intensificato gli attacchi con droni e missili contro obiettivi sauditi, mentre Riyadh ha aumentato i bombardamenti sulle loro posizioni.
La vera posta in gioco, però, va oltre il territorio yemenita. È il Mar Rosso. Gli Houthi controllano infatti una parte della costa occidentale dello Yemen, affacciata sullo stretto di Bab el-Mandeb, uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta. Da qui transitano navi dirette verso il Canale di Suez e quindi verso l’Europa.
Se gli attacchi alle navi commerciali dovessero riprendere su larga scala, molte compagnie potrebbero essere costrette a evitare la rotta, circumnavigando l’Africa. Una deviazione che significa più giorni di navigazione, maggiori costi assicurativi e trasporti più cari. Il rischio è che la crisi finisca per ripercuotersi anche sull’energia e sull’inflazione.
La domanda da seguire nei prossimi giorni è quanto Riyadh sia disposta a intervenire direttamente e quanto Teheran decida di aumentare il proprio sostegno agli Houthi. Se il conflitto dovesse coinvolgere nuovamente il traffico commerciale nel Mar Rosso, quello che oggi appare come un fronte secondario potrebbe trasformarsi in una nuova crisi internazionale, con conseguenze sui prezzi dell’energia, sull’inflazione e sulla stabilità dei mercati.
Lo Yemen potrebbe quindi diventare una delle storie geopolitiche meno raccontate, ma più importanti, delle prossime settimane.



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