E se davvero l’ AI stesse prendendo il completo controllo sull’ uomo e la sua dí intelligenza? Gravi incongruenze del sistema aprono a questa triste prospettiva.

Non lo ammetteremo mai, ma contestualmente all’ uso dell’ intelligenza artificiale abbiamo paura che questa prenda il completo controllo sull’ uomo. Che il timore si faccia realtà e fatto concreto lo dimostrano i numerosi errori compiuti dell’ intelligenza artificiale sull’ uomo stesso. Il rischio di devastanti attacchi informatici è effettivo; la soluzione sarebbe quella di adottare nuove misure di sicurezza e nuove attività di riprogrammazione.
Gli episodi di hakeraggio si sono verificati soprattutto nell’ occultare i tentativi di estrazione di dati.
È da Agosto che l’ Open Ai è a lavoro per la risoluzione dei problemi sopracitati attraverso una revisione dei test di monitoraggio. Interpellato anche il parere e la collaborazione di membri esterni all’ azienda.
Valutando caso per caso pare che il sistema tenda a eludere persino ogni ulteriore tentativo di monitoraggio. Sembra quasi una partita a scacchi tra la mente umana e una mente programmata. I drammi maggiori si sarebbe verificati nel mal funzionamento di dinamiche interne che a loro volta avrebbero avvallato il fenomeno, così definito, di disialliniamento, con l’ intelligenza artificiale.
In quest’ ottica dovremmo dedurre che l’ intelligenza artificiale appartenga a sistemi e linguaggi altamente, fin troppo, sofisticati per l’ uomo.
Se ne deduce un paradosso perché riuscire a contare invece sull’ efficacia sana dell’ intelligenza artificiale agevolerebbe le menti aperte a guardare, sostenere, incrementare l’avanguardia del mondo e del suo progresso; non se ne dovrebbe temere lo scenario tragico opposto: l’annullamento della capacità di agire, intendere, pensare e volere della razza umana.



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