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Russia- Ucraina: che strategia adottare?

4 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

 Il recente Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre ha riproposto con forza il tema del conflitto russo-ucraino, evidenziando la paura per una guerra in cui le morti dei civili stanno aumentando. Le divisioni al Consiglio rimangono marcate, la maggioranza vuole promuovere un'azione uniforme che prevede il continuo del regime sanzionatorio verso Mosca. Dall'altro lato emergono resistenze, con chi continua a credere che le sanzioni rischiano di avere un effetto boomerang verso le nostre economie. L'unione Europea è dal 2022 che affronta questo conflitto con la stessa strategia, tra chi promuoveva le sanzioni 4 anni fa c'erano pareri diversi, c'era chi parlava di sanzioni per facilitare il crollo imminente del regime putiniano e di chi parlava di limitare il potere russo per non ritrovarci invasi fino a Lisbona. Adesso siamo in un momento complicato, l'inverno è vicino e storicamente in quelle regioni è difficile che avvengano battaglie e incursioni a causa del clima, fattore che porterà all'incrementarsi della guerra ibrida. In questa fase delicata, la priorità comunitaria si sposta anche sulla protezione strategica delle infrastrutture energetiche critiche, il timore di sabotaggi alle reti elettriche e ai gasdotti fa salire l'allerta sulla sicurezza degli approvvigionamenti, mettendo a rischio la stabilità dei prezzi e la tenuta dei mercati comunitari. In questo scenario di forte vulnerabilità si inserisce con decisione la posizione della Slovacchia guidata da Robert Fico. Bratislava ha ribadito la propria contrarietà a un approccio rigido che penalizzi ulteriormente le economie nazionali più dipendenti dai vettori energetici tradizionali. Fico ha dunque promosso un'agenda improntata alla salvaguardia degli interessi nazionali, chiedendo maggiore flessibilità nelle decisioni comunitarie e riaprendo canali di dialogo e cooperazione con la Federazione Russao. L'Europa madre della diplomazia e patria della politica ha il dovere di dialogare con le altre potenze per portare alla tutela dei diritti. Queste fratture interne dell'UE evidenziano la fragilità di una potenziale superpotenza che di fatto nel quadro geopolitico internazionale fatica a trovare credibilità.

 
 
 

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